Le foto sono state riprese con una macchina 10X12 cm, data la breve distanza dal soggetto la profondità di campo era di pochi millimetri quindi si è dovuto operare con diaframmi molto chiusi, la maggior parte delle foto sono state realizzate con diaframma f. 64, per alcune foto ho utilizzato un ottica in ottone francese del 1880-90 (montata su un otturatore Copal 3) ottica che ha dato i migliori risultati in termini di plasticità, queste ottiche infatti restituiscono i dettagli meglio delle ottiche moderne, anche la nitidezza non risente affatto dell’età, oltretutto, dato la grande superficie dei negativi ne risulta un basso rapporto di ingrandimento. Le ottiche moderne sono sovracorrette e troppo contrastate, per questo tipo di riprese, quelle di ottone hanno poi un altro enorme vantaggio e cioè quello di avere una resa diversa ad ogni apertura di diaframma, si va quindi dal flou della massima apertura, al morbido, fino ad arrivare ad un discreto microcontrasto alla chiusura minima, che ovviamente sono stato costretto ad usare per avere una discreta profondità di campo. Per tenere sotto controllo il contrasto già sul negativo è stata usata, in ripresa, una luce morbida, specialmente sui peperoni rossi che restituivano dei riflessi talmente elevati da rendere i negativi impossibili da stampare, al fine di avere il risultato sperato. Il tempo di sviluppo dei negativi è stato prolungato rispetto ai normali tempi di sviluppo, a fronte di un aumento della diluizione dello sviluppo, così ho ottenuto negativi ricchi di dettagli e una volta stampati neri profondi e una vasta gamma di tonalità del grigi più chiari, per usare un linguaggio più appropriato dalla zona 0 (massimo annerimento della carta) alla zona IX (bianco puro con accenno a una traccia di tonalità).I negativi sono stati poi normalmente stampati su una carta di gradazione normale senza altri interventi.