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| 65 Roberta Padovani / ITALIA |
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Nata a San Donà di Piave nel 1964, ha esordito in ambito figurativo quindi la sua attenzione si è rivolta all’astrattismo. Ama utilizzare materiali diversi e abbinare più tecniche, percorrendo i sentieri dell’espressione inconscia, per superarli e lasciarsi andare alla manifestazione pura di sé in atmosfere dove il tempo e lo spazio non esistono più, ma dimora lo spirito.
Esposizioni Collettiva Centro Culturale Leonardo da Vinci, S. Donà di Piave (Venezia) Collettiva Biblioteca Civica, Jesolo (Venezia) Collettiva Salone delle Esposizioni, Camping Union, Ca' di Valle (Venezia) Collettiva Fondazione Bevilacqua La Masa, Giardini della Biennale, Venezia Collettiva Arte e Motori, S. Donà di Piave (Venezia) Collettiva Musica e colore, Centro Civico Ca' Manetti, Eraclea (Venezia) Collettiva Confronti d'arte, Portogruaro (Venezia) Personale al Nilo Blu, Villorba (Treviso) Personale Risonanze poetiche, Antica osteria Ruga Rialto, Venezia Concorso L’Uomo e il Mare, Eraclea (Venezia) Iº premio pittura astratta Personale al Limbo, Cortina d’Ampezzo (Belluno) Collettiva Artisti Jesolani, Jesolo (Venezia) 2000 Personale Percorsi, Hotel Casa Bianca al mare, Jesolo (Venezia) 2001 Personale Del colore e l’alchimia, Eraclea (Venezia) Concorso 18.24, Hotel Casa Bianca al mare, Jesolo (Venezia), Iº classificato pittura astratta 2002 Collettiva Hotel Casa Bianca al mare, Jesolo (Venezia) Personale X3, Volksbank, Velden (Austria) Esposizione Hotel Oceanic, Lido di Jesolo (Venezia) 2003 Collettiva Hotel Casa Bianca al mare, Jesolo (Venezia) Personale Galleria Heraclia Art, Del colore e l'alchimia, Eraclea (Venezia) 2004 Collettiva Gruppo Settima Porta, Hotel Casa Bianca al mare, Jesolo (Venezia) Esposizione permanente presso la galleria Hotel Garden e Nember, Jesolo (Venezia) Collettiva Colors Inside, Gralleria Sekanina, Ferrara Performance a Music and Colors (quando la musica incontra la pittura), Jesolo (Venezia) Collettiva Open Space, Venezia 2005 Mostra personale, Antica Ostaria Ruga Rialto, Venezia Collettiva all'Orange Cafè, Jesolo (Venezia) Esposizione permanente presso la galleria Hotel Garden e Nember, Jesolo (Venezia) Collettiva Gruppo Settima Porta, Sand-Hotel Acapulco, Jesolo (Venezia) Porta d'Oriente, collettiva, Osteria Alla Rivetta, Venezia Locus Animae, rassegna d'arte contemporanea, Park Hotel Brasilia, Jesolo (Venezia) Arte Italia, rassegna d’arte contemporanea, VILANOVA Y LA GELTRU - BARCELONA (Spagna) Mostra personale, De Pellegrin, MONFALCONE (GO) Collettiva, Hype Gallery, MILANO 2006 Mostra personale, Libreria Moma, Treviso Collettiva, Hype Gallery, Amsterdam (Olanda) Mostra collettiva, Volksbank, Velden (Austria) Locus Animae, rassegna d'arte contemporanea, Park Hotel Brasilia, Jesolo (Venezia) Mostra personale, Centro Culturale Leonardo da Vinci, Sala Metallica, San Donà di Piave (Venezia) 2007 Animus Anima, Officine Artistiche, Treviso Venezia Out Off, Hotel Sant'Elena, Venezia Animus Anima, Shaker, Jesolo De-forma, grande mostra d'arte contemporanea, Castelbasso (Teramo) Internet, artista del mese su: Webartmagazine.net Opere in archivi e collezioni private: A.I. Wastpaper Co. LTD, Northwich (UK) Archivio Internazionale Mail Art, Cosenza Artpool, Budapest (Ungheria) Collezione Casa Bianca Al Mare, Jesolo (Ve) Collezione Di Vita-Carrer, Milano Comune di Eraclea Hemi-Sphere Archive, Frankfurt/Main (Germania) Museum of Art, Satu-Mare (Romania) R-Archive, Geneve-Peney (Svizzera) Ray Johnson Archives, New York (USA) Soft Geometry, Koln (Germania) Sztuka Fabryka Archive, Tielrode (Belgio) The Nomad Museum, Lisbona (Portogallo) SU ROBERTA PADOVANI - 2006 Parlare di Roberta Padovani è come parlare dell’essenza della pittura. Roberta è la pittura. È l’espressione più alta e più vera del suo essere, sia che venga manifestata con un linguaggio figurativo, sia che venga manifestata con segni e colori informali. Ma qualunque sia la forma di espressione, essa è diretta, scaturisce dal suo profondo senza orpelli in totale libertà ed è il risultato di una vita non sempre facile, di antenne caratteriali sensibilissime. Ma la fierezza di Roberta, il suo orgoglio, il suo essere donna-donna, hanno sempre avuto la meglio: una sfida continua che ha fatto di lei una persona coraggiosa, più forte di quanto lei creda. Quando guardo le opere di Roberta Padovani, mi inchino davanti all’armoniosità, ma insieme alla forza del suo potere creativo mi sottometto al movimento dei suoi colori assemblati in giochi mai banali; continua a rapirmi la potente energia dei suoi lavori sempre assolutamente unici e originalissimi. Credo che molte persone siano prese dalle opere di Roberta Padovani, perché ritrovano i loro stati d’animo in un’atmosfera talvolta malinconica, ma non fine a sé stessa: si sente magari da una sfumatura o da un guizzo la voglia, il desiderio di vincere quella grande scommessa che è la vita. Amabile Garbo PASSAGGI - 2004 Avviene, a volte, per una fascinazione improvvisa quanto ambigua, che le regole del tempo e del suo farsi spazio si arrestino, dando quasi il via a una serie di resoconti e di misurazioni che si fanno voce di una lettura inattesa di se sessi , mettendo in bilico presente e passato, interno ed esterno, verità e assenza. Sono momenti di magia, ma anche di meraviglia e terrore, per quell’invisibile che ci accompagna e improvvisamente affiora, quasi energia inconoscibile, che scardina e lacera quel paradiso di certezze col quale articoliamo la vita e che portiamo con noi nei giorni. Si velano e si sfaldano i sortilegi del presente che tengono uniti gli equilibri e prendono il sopravvento i disequilibri, i dubbi, lo stordimento che si prova nel trovarci davanti a un altrove che ci contiene e che si mostra. Proprio in questa dimensione di passaggio, di bilico, si modella il mondo poetico di Roberta Padovani, sottolineato da quell’ “essere… non essere” che compare in alcune opere. Un essere e un non essere, nello stesso tempo, di un probabile angosciante stato situazionale in continuo dis-equilibrio, quasi sull’orlo di una dimensione, di un precipizio, al margine di ampie dichiarazioni di colore che si condensano, per le voci di un astratto espressionismo, raggrumandosi per farsi segni ed effetti materici; consistenza del colore che si legge anche nell’urlo degli squarci alla cui soglia l’artista sembra soffermarsi per una sorta di stupore che la coglie. Sono “passaggi”, che potrebbero apparire stati di trasfigurazione – e probabilmente lo sono – se non fosse che la lacerazione che lascia passare il colore e il suo comporsi crudo e aspro, imprima il segno della ferita che si apre, drammatica e intensa, facendo emergere una realtà sottostante che sborda e che sconfina. E’ uno stato di tensione e di energia anche, nella precarietà del tempo, che esplode quando si aprono le ante verso quella dimensione interiore, misteriosa, che ci possiede e che lascia affiorare nel contempo le contraddizioni, il sapore dolce amaro di una verità che sopravviene e, nel contempo, l’umore acre di una verità che è anche destino. Per l’ambiguità di un oltre che tende a farsi espressione e si avverte come forma che erode la superficie, che attraversa e condensa nello sgocciolio dei cromatismi, che si fa visione nel frammentarsi della consistenza della materia e che si apre a suggestive pagine che affiorano. Si potrebbe provare incantamento, di fronte a questi passaggi che lasciano traboccare quell’oltre della materia che ci mette di fronte ad un inquietante svelamento inatteso, ma la velocità dei gesti, il bisogno di tradurre nella composizione l’emozione che l’artista prova, sembra dare al colore uno stato provvisorio. Le macchie, le pennellate secche, e il sovrapporsi dei segni si filamentano in grafismi che attraversano la superficie e che finiscono col disegnare i margini di un universo cromatico che si fa gesto, prende forma e dilaga. Allora le superfici, a volte ampie e leggere, a volte ottenute per sovrapposizione di pennellate veloci, appaiono quinte frantumate che sembrano enuclearsi attorno a spazi nei quali il colore esprime e grida le tensioni interne in rossi o in gialli la cui forza catalizza l’ apparente casualita degli equilibri compositivi. Superfici come sudari interrotti, tra le cui lacerazioni sembra comparire ciò che c’è sotto, quella realtà nascosta che, nel rivelarsi sgomenta e che, nello stesso tempo, si fa luce e materia. Realtà davanti alla quale l’artista, in ogni caso, sembra porsi quasi in punta di piedi, e il gioco delle emozioni si legge nella povertà e nella crudezza dei materiali che, oltre la patina del colore, all’interno di un forte senso della pittura, dichiarano il loro candore: legni grezzi, puntine da disegno, nastri adesivi, carte che donano spesso all’opera una oggettualità prorompente che si dimensiona come forma. Franco Spena PITTURA COME ARTE E RICERCA PURA - 2004 Parlare dell'identità di un'artista donna è fondamentale perché la loro personalità viene spesso dimenticata o assorbita nella loro opera. Oggi non ha più alcun senso parlare di sesso in un artista che ,se è un vero artista, è privo di sesso come un angelo, per il quale conta solo la superficie della pittura che è il luogo in cui la cultura, l'intuizione, la tecnica, la sensibilità trovano una piena interpretazione. Ecco, Roberta Padovani è un'artista vera, possiede molte di queste qualità e anche la relazione tra la rappresentazione astratta di ideali e i materiali impiegati è evidente nel suo lavoro, poiché sembra costantemente impegnata in un dialogo tra colori ed elementi vari (pigmenti, collage, oggettistica); dialogo che permette ad un artista intellettuale come la Padovani di contestualizzare materiali e oggetti, creando interesse e tensione. Ne consegue che la natura viscerale della pittura di questa artista consente di raggiungere un più ampio ventaglio di idee e codici, includendo ciò che è puramente colto. Ciò che si propone l'artista è scuotere con forza le coscienze, graffiare, spezzare la crosta dell'insensibilità. Quadri come "Verso arancio" e "Emanazione" ci conducono a quello che abbiamo sopra annumciato. "Verso arancio" è un soave "risveglio" della pittura: i colori sono arancione, bianco e celeste chiaro , mentre "Emanazione" è come un ectoplasma chiaro e marrone che si staglia sulla tela a guisa di fantasma. In ambedue i quadri appare il cerchio , che riassume i colori del fondo, come elemento ricorrente, un "bilboquet" icona e simbolo di riconoscimento. Lo stesso dicasi per i superbi "Verso il centro x", "Verso il centro Y", dove il bilboquet diventa proprio il centro di attrazione per l'occhio del visitatore e dal quale si dipartono le intuizioni più geniali di Roberta Padovani. In queste opere ci sono, oltre il riconosciuto espressionismo astratto, poesia, sensibilità, leggerezza, nitido gioco di colori, vivide sensazioni impermeate di verità che raccontano l'inafferrabile routine del linguaggio artistico dell'uomo moderno e contemporaneo, che è in disagio perché ha perso il rapporto tra verità e menzogna. L'interesse e la vitalità di questa pittura astratta consistono soprattutto nel modo di guardarla; guardare senza scopo di identificazione, ma per vivere la gioia del colore, delle forme e delle sensazioni che suscita e che si fa immediatamente riconoscere ,più che per mezzo della vista,tramite l'intelleto. In altre opere la Padovani raggiunge vette di alta poesia, come negli evanescenti "Senza titolo", nel "Territorio animico A" e "Territorio animico B", dove l'anima dell'oggetto (l'opera stessa) è collegata sapientemente alla credenza religiosa dei nostri antenati attraverso il candore e la purezza del bianco e l'ardore e la passione del rosso, sentimenti immortali. Ma le ricerche della Padovani ci sorprendono continuamente, come nelle "Astrazioni" (Uno, B e C)), dove certi elementi di uso comune (filo di ferro, spago e oggettistica) entrano a far parte dell'arte popolare italiana e del paesaggio astratto o l'astrazione del 2002 ,che usa come supporto addirittura l'anta di una finestra di legno (tecnica mista su legno cm. 40x132) Questa è la pittura di Roberta Padovani: astrazione come rappresentazione, impulso ironico, romantico, espressionista e anche pop. L'artista ha le idee precise sull'uso dei colori e le trasporta a livello visivo nei suoi quadri, che emanano un senso di tranquillità, di pace, di spiritualità (denisiana), di esuberanza emozionale, per l'impiego simbolico dei colori stessi, che nelle opere della Padovani giocano le carte migliori, basandosi sulla loro funzione espressiva e sul ritmo evocato da rapporti di forme pure. La Padovani elabora un linguaggio astratto che , attraverso l'intelletto, ricava concetti universali delle cose reali prescindendo dalle loro caratteristiche spazio-temporali: pittura come arte e ricerca pura (vedi "Lo spirituale nell'arte" di Kandinskij) nella tradizione aristotelica che intellettualizza l'astrazione come un processo di produzione dell'intelligibile o universale. Eraldo Di Vita ROBERTA PADOVANI - 1993 Pittrice autentica, col gusto rabbioso di andare controcorrente, di sfidare, superare la realtà, anche quella cattiva, amara angosciata. Raccontare, anzi denunciare, la sofferenza, il dolore, l’ingiustizia, il “non bello”, ciò che ci sta attorno fino a soffocarci. Di netta radice espressionista, aggredisce l’uomo, le sue debolezze, i suoi mali, con la coscienza (dentro) di mettere a nudo una realtà che tutti cercano di dimenticare. Nei momenti più schietti, quando cioè la materia è del tutto dominata (e annullata), raggiunge intensità creativa di eccezionale valore. Roberto Joos VIAGGIANDO DENTRO E FUORI - 1994 Scegliendo come tema centrale delle sue opere la rappresentazione del destino dell’uomo, Roberta Padovani ci offre un’operazione artistica molto attenta, che si avvale di tutti i caratteri tipici dell’emotività ed emozionalità in pittura. Al di là dell’immediata lettura figurale scopriamo ritratti interiori forti e palpitanti stesi su sfondi di impreciso turbamento. Colate di colore stemperano il soggetto e lo fondono con lo spazio che lo circonda. È inoltre presente una suggestiva corrispondenza fra l’architettura delle figure e la gradazione timbrica dei colori. Una corrispondenza che svela la ricerca dell’artista verso qualcosa che non è tangibile, né determinato, ma che riesce a suscitare stati d’animo tali da far riscoprire i valori dell’uomo. Funzione critica del presente, ma anche e, soprattutto, rappresentazione drammatica dell’individuo messo in scena nella sua situazione esistenziale ed emotiva. Momento creativo e di riflessione sull’incredibile viaggio all’interno ed all’esterno di noi stessi. Katia Bars |
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